domenica 1 febbraio 2009

03. Sapere/Comportarsi

Io so perfettamente quello che dovrei fare per condurre una vita più sana.
Quando - per un periodo abbastanza prolungato - mangio meglio, faccio sport e dormo bene automaticamente funziono al massimo, sono di umore migliore e penso più chiaramente.
Qui sta uno dei tanti paradossi del mio sovrappeso. Pur sapendo bene quello che mi giova e avendo le prove certe che sto meglio agisco al contrario.

Ho avuto un rapporto conflittuale con l'alimentazione fin dall'adolescenza, 12 forse 13 anni. Insieme allo sviluppo ho scoperto le rotondità e le sue connessioni con il cibo. Ma bene o male le ho sempre tenute sotto controllo, standoci attenta, facendo qualche breve periodo di dieta non troppo drastica e sport.
Poi a 23 anni in procinto di laurearmi ho fatto un viaggio in America. Sono tornata ingrassata di un paio di chili. Niente di scioccante se non il fatto che al mio ritorno non li ho persi, ne ho aggiunti altri due con il Natale e le feste.

Una volta finita l'università ho cominciato a lavorare e sono andata a vivere da sola. E così è cominciato il calvario. Ho confermato quei quattro, cinque chili persi senza mai riuscire a scendere sotto il 60 nonostante ci provassi ancora e ancora.
L'estate del 2006 mi ha regalato un bel viaggio e altri tre chili. Di colpo ho visto il 65.
Il 2007 e poi il 2008 mi hanno lasciato infine altri due chili.
Per un totale di 67 chilogrammi. 12 Kg messi su nel giro di 5 anni e mezzo.

Non sono mai riuscita a perderli, nemmeno per breve tempo. Nonostante io sia fermamente convinta che quello che più desidero al mondo sia dimagrire.

Ma qui il problema è la testa che non funziona.
- Mangio troppo, non necessariamente male, ma troppo.
- Non sento la mia fame. Non mangio a tutte le ore, ma se comincio faccio fatica a fermarmi se non sono proprio piena.
- Mi sembra che mangiare poco sia un concetto astruso per me, soprattutto quando sono sola.

Questo week-end l'ho passato in pace. Alimentarmente non ho combinato disastri ma ho decisamente mangiato troppo.

Per chiudere questo post ecco il mio diario alimentare.

Sabato 31 gennaio
Colazione: 40g di All-bran con latte parzialmente scremato, té freddo senza zucchero
Pranzo: 90g di salmone affumicato con 2 fette di pane integrale tostato con burro, zucchine saltate in padella con un filo d'olio, una porzione di risotto allo zafferano, 1 arancio
Cena: 150g di tonno in padella con olio, una porzione di coste lesse e zucchine saltate in padella, 1 fetta di pane integrale tostato e 1 pacchetto di cracker.
Sport: Palestra, 15' bicicletta, 30' ellittica, 15' camminata veloce e 10' di braccia

Domenica 1 febbraio
Colazione: 40g di All-bran con latte parzialmente scremato, 1 banana
Pranzo: Petto di pollo alla griglia con coste lesse, zucchine in padella e un avanzo di risotto, 1 bicchiere di succo di verdure condito, 1 dolce con crema di limone
Pomeriggio: Pop-corn
Cena: 70g di bresaola con una pagnotta di pane con nocciole e fichi, una porzione di insalata mista con olio e aceto, 1 porzione di ananas fresco, 1 yogurt di latte di capra con miele
Sport: Palestra, 15' bicicletta, 30' camminata veloce, 15' ellittica, 3X15 addominali.

Ogni volta che vedo nero su bianco la quantità di cibo che il mio stomaco è in grado di accettare rimango stupita. Ne cambiano di cose in quasi sei anni.
Sono sicura che posso fare in modo di cambiare di nuovo, questa volta nella direzione che desidero percorrere.

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